Alsace route des vines: il viaggio inizia

Vino, natura, case a traliccio e cioccolata: cos’altro può volere un umile peregrino da un viaggio?

Sarà per questo che dedico il primo post del mio blog ad un itinerario: quello sull’Alsace route des vines, la via del vino dell’Alsazia. Ovvero: come usare la scusa del viaggio per ubriacarsi.

Per chi non lo sapesse l’Alsace route des vines è la più antica via del vino istituita in Francia, risalente addirittura al 1953, e non vado oltre perché queste informazioni le potete trovare su Wikipedia, e non è che io le sapessi prima.

Quello che sapevo era una cosa sola: che se si vuole fare come si deve si cammina, e tanto. Tra villaggetti tipici della Francia orientale immersi nella natura. Un percorso di giorni e giorni. Se poi della natura e del trekking non te ne frega niente te la fai anche in macchina in un week end. Tristissimo.

Ma come ci sono arrivato a questo itinerario? In realtà non ricordo come l’ho scoperto per la prima volta, ricordo solo che quando lo vidi dissi: questo lo devo fare assolutamente! Non sapevo però come né quando. Sapevo però che, essendo un tour di cui si gode meglio durante la stagione estiva, difficilmente l’avrei realizzato a breve. Perché se in estate ho a disposizione un nutrito numero di giorni di ferie, preferisco dedicarli al mare.

Bene, la sfiga mi ha aiutato in questo. Perché quest’estate, per una serie di motivi, ho tardato troppo a prenotare le vacanze al mare, diventate poi troppo care. Per cui mi sono orientato su altro. E guarda un po’, è estremamente economico volare da queste parti in questo periodo, nonostante sia quello migliore per godersi la regione.

Una mia collega francese mi ha detto che in realtà in Alsazia non ci vuole andare nessuno in estate, ma penso si riferisse ai francesi, in particolar modo ai parigini snob. Sinceramente non è che la cosa mi dispiacerebbe, perché poter godere di una regione così splendida (vedesi foto su Google) nella sua ora più bella e senza altri turisti come me tra le scatole sarebbe il top. Ma non ci conto troppo, perché la sfiga non è sempre così benevola.

Ma cosa farò in questo tour di preciso, a parte camminare? Anzi, faremo, visto che ad accompagnarmi ci sarà come sempre la mia fantastica metà. È presto detto.

Atterriamo a Basilea, da lì prendiamo il treno direttamente per Mulhouse dove saremo un giorno. Sosta notturna a Thann, nelle vicinanze.

Da lì ritorniamo a Mulhouse per prendere il treno per Colmar. Ok, lo so, ho drasticamente tagliato un bel po’ dell’itinerario. Ma la prima parte è davvero difficile da gestire a piedi a causa delle enormi distanze.

In realtà entreremo nel vivo dell’itinerario a partire da Colmar, da dove cominceremo a camminare villaggio per villaggio, passando (si spera) di cantina in cantina per assaggiare i migliori vini della regione.

Non sto a tediarvi ulteriormente con i dettagli dell’itinerario, perché quelli arriveranno dopo: cioè quando avrò finito il viaggio e sfrutterò fino alla goccia ogni posto visitato per cercare di tirarne fuori più post possibile.

L’itinerario vitivinicolo finisce ufficialmente a Strasburgo, ma ecco la parte più bella: da qui parte la tratta bonus, ovvero una puntata in Germania di due giorni.

Ora, se imparerete a conoscermi, capirete che io sono innamorato della Germania, e colgo ogni occasione per visitarla. E quale migliore occasione di trovarsi al confine? Ecco quindi che da Strasburgo prenderemo un treno per Stoccarda.

Ma in realtà la scelta non avviene per caso. Avevo già programmato da tempo un mini tour di tre giorni verso la capitale del Baden-Württemberg e non ho fatto altro che cogliere l’occasione.

Il tour in questione prevede una breve visita a Tubinga. Ma soprattutto, e sottolineo soprattutto, una visita alla fabbrica della Ritter a Waldenbuch. Sì, avete capito bene. Proprio quelli del Ritter Sport! Già da noi sono un’istituzione, figuratevi in Germania. Tanto che la strada dove si trova la fabbrica prende il nome dal fondatore. Insomma, vi rendete conto?

Nel momento in cui scrivo sono a poche ore dalla partenza, che effettuerò dall’aeroporto di Stansted col solito volo di Ryanair al solito orario delle galline. E non sto più nella pelle!

Ah, vi ho già detto che durante tutto il tragitto in Alsazia soggiornerò sempre in AirBnB? La miglior soluzione per questo tipo di viaggi, e lo dico senza prendere un centesimo dalla compagnia. Quando la compagnia mi pagherà, allora vi dirò di più.

À bientôt… e il mio francese si limita a questo.

About Giuseppe A. D'Angelo 3 Articles
Sono l'ingenuo autore di questo blog, creato nella speranza che mi porti fortuna e gloria. Non mi giudicate, siete come me.

Be the first to comment

Leave a Reply

Your email address will not be published.


*